I nuovi confini (mappa
elaborata da Yahoo) sarebbero quelli dell’immagine. Una regione davvero macro, con la
Toscana “rinforzata” da una regione e mezzo: tutta l’
Umbria e la Tuscia, ovvero la parte nord del Lazio comprendente la provincia di
Viterbo. Non dissimile nei confini dall’antica Etruria, il nome attuale scelto non scalda troppo i cuori:
Regione Appenninica. Ecco come si presenterebbe la nuova macro area prevista dalla
proposta di legge formulata dell’onorevole del Pd
Roberto Morassut e del senatore del Pd
Raffaele Ranucci.
“Dopo 45 anni dalla nascita delle regioni – hanno spiegato qualche
giorno fa Morassut e Ranucci, presentando l’idea – pensiamo che in
Italia sia arrivato il momento di discutere concretamente di una riforma
del regionalismo. Oggi ci troviamo in una fase in cui stiamo
riorganizzando lo stato, le massime istituzioni, e le basi fondamentali
della nostra Costituzione; parliamo poi di riforma della legge
elettorale e discutiamo di spending review, cioè di riduzione delle
spese. Allora, in questo quadro, il tema delle regioni diventa
fondamentale”.
A rilanciare in queste ore la proposta è, su facebook, l’assessore regionale alle infrastrutture
Vincenzo Ceccarelli.
“Cosa ne pensate della proposta di legge – come vedete non parliamo di
cose astratte – che cancellerebbe le attuali 20 Regioni, disegnandone 12
nuove, con la Toscana insieme a Umbria e Tuscia? – scrive Ceccarelli -.
Ve lo chiedo visto l’interesse suscitato dal mio precedente post su
quella che potrebbe essere la migliore configurazione delle possibili
future macroregioni. Di certo il baricentro di questo nuovo soggetto,
pur senza voler immaginare
Arezzo capoluogo, si sposterebbe verso il sud della Toscana. E i costi a carico dei cittadini diminuirebbero”.
Tra le alternativa della riforma a 12 (con la Toscana compresa nella
regione Appenninica) , si era parlato nei giorni scorsi anche
di rifrme con 11 o addirittura solo 5 sole regioni.
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