“Io ho un sogno, voglio allevare 120 pecore sulle pendici del Pratomagno,
per fare il formaggio. Non avrei potuto farlo senza la Banca della
Terra, perché non avevo a disposizione proprio la terra, anche se questo
può sembrare paradossale perchè quando ci guardiamo intorno vediamo
molti terreni non coltivati”. Ha 22 anni Mattia, la faccia incorniciata
dalla zazzera bionda che di anni ne dimostra anche meno, ma le idee
chiare.
“Siamo in tre – racconta durante l’incontro organizzato dalla Regione
al teatro degli Arrischianti di Sarteano – io e due miei soci. Noi
partiamo da noi stessi, non abbiamo un’azienda di famiglia e non avevamo
la terra per questa, che è la nostra idea e la nostra passione, quella
di fare il formaggio in una zona, il Pratomagno, dove negli anni ’50
c’erano ancora circa 20 mila pecore e tantissimi appezzamenti coltivati,
e oggi di pecore non ce ne sono più, nemmeno una.”
La terra che Mattia ha ottenuto, grazie alla Banca della terra, appartiene all’Unione dei Comuni del Pratomagno e si trova sopra l’Anciolina (Loro Ciuffenna) ora il suo sogno e quello dei suoi soci potrà partire.
Anche Annamaria, una dei due assegnatari del lotto visitato in mattinata sopra le colline di Sarteano
(Siena), non aveva un’azienda agricola di famiglia. “Ho visto il bando,
sono andata a visitare la zona e i fabbricati e ho pensato che quello
sarebbe stato il futuro mio e della mia famiglia.” Nei fabbricati potrà
fare agriturismo, ma c’è anche tanta terra. “Pensiamo al biologico –
dice – e anche ad attività che possano riguardare la scuola, fattoria
sociale, far capire ai ragazzi quanto è importante il ruolo
dell’agricoltura.”
Altre storie sono quelle di Luca, Niccolò e Jessica.
Loro avevano una storia familiare legata all’agricoltura, ma avevano
scelto strade diverse, come quella del ragioniere o dell’assistente
sociale. A farli “svoltare” sono state le risorse destinate dalla
Regione al “primo insediamento” dei giovani agricoltori e le misure per
gli investimenti del Programma di Sviluppo Rurale. Grazie a quelle
risorse hanno rilevato l’azienda (così il nonno e il babbo possono
andare in pensione), rinnovato le attrezzature, comprato trattori. I due
ragazzi producono vino e olio nelle rispettive aziende, Jessica invece
si è dedicata all’allevamento dei maiali. “E che soddisfazione –
racconta – quando vendiamo i salumi che produciamo e ci dicono bravi!”
Un consiglio ai giovani che li ascoltano? “Credeteci – dicono in coro
– superate da soli gli eventuali ostacoli, affrontate la burocrazia, ma
fate in modo che quello che realizzate sia il vostro sogno, non quello
dei vostri genitori.”