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Val di Chiana

Val di Chiana
Castello di Civitella in Val di Chiana.

venerdì 31 dicembre 2010

giovedì 30 dicembre 2010

Montedoglio: finita l’emergenza

Montedoglio: finita l’emergenza

Problemi alla diga di Montedoglio - Evacuate varie frazioni; chiuse alcune strade

Problemi alla diga di Montedoglio - Evacuate varie frazioni; chiuse alcune strade

Le notizie sono ancora frammentarie, ma sembra ormai certo che si sia verificato un problema a una paratia della diga di Montedoglio, in alta Valtiberina. Di certo sono state chiuse le strade nella piana di Anghiari e sono stati fatti evacuare gli abitanti di alcune frazioni. Il livello del Tevere è molto alto e sembra che stia per essere chiuso anche il ponte sulla strada tra Sansepolcro e Monterchi-Anghiari - Arezzo.
Si ha notizia di cittadini colti da malore che si sono recati presso il pronto soccorso dell'ospedale di Sansepolcro.

Si sono verificati (notizia da confermare) allagamenti nella zona del ponte nei pressi di Sansepolcro. Evacuata certamente anche la frazione di Santa Fiora. Proseguono gli arrivi di cittadini colti da malore presso il pronto soccorso dell'ospedale di Sansepolcro. Centralini dei comuni interessati in tilt. La macchina della Protezione Civile al lavoro. Ampio dispiegamento di Vigili del Fuoco, Agenti Forestali, Polizia e Carabinieri.

Sembra che il flusso anomalo di acqua sia dovuto al cedimento di una paratia e alla conseguente necessità di abbassare il livello della diga, anche per diminuire la pressione. A parte i gravi disagi, al momento non paiono esserci rischi diretti per le persone.

l'acqua resta ancora molto vicina al livello del manto stradale ed è chiuso il transito su alcune strade e ponti.

domenica 26 dicembre 2010

Sanita' : risultati ed obiettivi futuri dell'azienda sanitaria

Sanità: risultati ed obiettivi futuri dell'azienda sanitaria

Più luci che ombre nel bilancio di attività tracciato dal direttore generale. Pronto soccorso e tempi di attesa le criticità su cui lavorare ancora. Rigore e sviluppo, le parole chiave per il 2011. L'importanza della collaborazione con i medici di famiglia.

AREZZO – Molte più luci che ombre nel bilancio 2010 dell’Azienda sanitaria aretina. "Se è vero che non dobbiamo nascondere le criticità che sono ancora presenti, è giusto dire anche che l’anno che si chiude si è contraddistinto per la concretizzazione di una serie di progetti di altissima qualità e che, allo stesso tempo, abbiamo gettato le basi per lo sviluppo di un sistema di assistenza che pone il cittadino al centro di tutto il sistema”.

Lo ha detto Enrico Desideri nel corso del tradizionale incontro con la stampa per il rendiconto 2010 e le previsioni 2011 relative alla Asl 8. "Quello che siamo riusciti a fare - ha poi precisato - lo abbiamo fatto assieme a tutti i nostri professionisti. E non mi riferisco esclusivamente ai medici ed agli infermieri a cui si pensa solitamente. Ci sono molti altri professionisti nella nostra azienda che contribuiscono in modo determinante al raggiungimento dei risultati ed al miglioramento dei nostri servizi. Mi riferisco ai tecnici sanitari ed a quelli di laboratorio, ai geometri, agli amministrativi. E come non ricordare il ruolo del volontariato, delle organizzazioni sindacali, delle categorie economiche".

Ma non ci sono solo le buone intenzioni o i successi da registrare. Ci sono anche aspetti che spesso diventano oggetto di attenzione e di lamentela da parte dei cittadini. "Per primo - afferma il direttore - le liste di attesa: devo confessare che nonostante gli sforzi fatti ed un aumento sostanzioso della nostra capacità di offerta, la situazione nel complesso è rimasta quella di un anno fa. Basta pensare, ad esempio, che abbiamo aumentato il numero delle risonanze magnetiche del 6% ma che, nonostante questo, c'è stato un aumento della domanda pari al 12%, con conseguente aumento della lista di attesa". Secondo Desideri, questo significa che "è necessario utilizzare altre leve facendo dei distinguo: adottare una politica di appropriatezza delle richieste diversificando i tempi di accesso tra ciò che è urgente e quello che invece non lo è e, al tempo stesso, riconsegnare ai professionisti la responsabilità di compiere le scelte più appropriate".
Anche nel pronto soccorso - la seconda criticità aziendale - secondo la direzione Asl non ci si deve fermare alla ristrutturazione in atto ad Arezzo e in Valdarno. E non bastano neanche le nuove dotazioni tecnologiche: "anche qui, afferma Desideri, è necessario intervenire sui modelli organizzativi e sui filtri territoriali che ad oggi non sono soddisfacenti".

Tornando alle note positive, l’anno che si chiude è stato un anno di grandi soddisfazioni: dalla Robotica al San Donato alle nuove strumentazioni nella diagnostica e cura, dall’avvio dei lavori per il nuovo blocco operatorio alle nuove piste per elicotteri attivate anche di notte, alla apertura della Casa della salute a Castiglion Fiorentino o alla ristrutturazione importante fatta all'l’ospedale di Sansepolcro o l’avvio di importanti lavori alla Gruccia ed in alcune strutture territoriali di altre zone, solo per citarne alcune.

Rigore e sviluppo: le parole chiave per il 2011
"Il 2011 sarà un anno molto duro - ha esordito il direttore parlando dei progetti futuri. Lo sarà, soprattutto a causa dei tagli e dei minori trasferimenti da parte dello Stato alle regioni e, conseguentemente, a cause delle minori risorse disponibili. Ma sono fiducioso, ha precisato, sull'impegno annunciato dalla Giunta Regionale, di voler mantenere alto il livello dei servizi sanitari. Le parole chiave che accompagneranno le nostre scelte saranno quelle del rigore e dello sviluppo. Ma deve essere chiaro che il rigore non potrà riferirsi alle attività che sono strettamente connesse con l'assistenza e la cura. Ci sono altre spese, quelle relative ai servizi (acqua, calore, telefonia, trasporti, ecc), che possono e devono essere ridotte ed è lì che intendiamo agire per recuperare risorse. Ed anche i cittadini devono fare la loro parte - ha detto desideri - pagando il ticket quando è dovuto. E' un fatto di responsabilità civile che chiama in causa tutti".

Sul fronte degli investimenti, Desideri ha confermato di aver comunque previsto oltre 30milioni di nuovi investimenti in lavori e tecnologie, che saranno spalmati in tutte le zone sanitarie. Tra i molteplici obiettivi del nuovo anno, Desideri ha citato il rinnovo della diagnostica digitale, il secondo acceleratore lineare e il nuovo angiografo per la cardiologia del San Donato, la radioterapia in Valdarno, la realizzazione di nuove case della salute in tutte le zone sanitarie. "Ma i cambiamenti più importanti - ha concluso il DG - sono certo che arriveranno dal consolidamento del rapporto con i medici di medicina generale: la loro integrazione con il servizio sanitario ed il loro apporto all'erogazione di prestazioni di qualità sta assumendo connotati veramente importanti ed unici in Italia. Tanto è che stiamo nominando dei medici di famiglia come coordinatori sanitari dei vari distretti. Sono loro che andranno ad affiancare i responsabili delle zone distretto coadiuvandoli nelle principali scelte di sviluppo dei servizi territoriali".

sabato 25 dicembre 2010

«La bellezza del fare festa e dello stare insieme con gioia»

«La bellezza del fare festa e dello stare insieme con gioia»


L'augurio di Natale dell'arcivescovo Riccardo Fontana
«Recuperare la dimensione spirituale della vita e seguire l'esempio di Gesù, che per primo è voluto stare in mezzo alla gente».
Con queste parole l'arcivescovo Riccardo Fontana questa mattina ha voluto esprimere il proprio augurio alla stampa locale e alla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, per un Natale «dove si riscopra la bellezza del fare festa e dello stare insieme con gioia». Una gioia che nasce dalla consapevolezza che Gesù non è solo morto, ma è risorto e vivo in mezzo a noi. Per questo la Chiesa ci dice «coraggio» e «ci chiede di rimboccarci le maniche e metterci al lavoro soprattutto a vantaggio delle fasce di popolazione che si trovano in maggiore difficoltà».
L'arcivescovo Fontana auspica una Chiesa «che non si arrocchi, ma che sia aperta e pronta a mettersi a confronto con tutti»; un atteggiamento che si inserisca nel solco tracciato dal Concilio Vaticano II e che «deve passare alla nuova generazione». La diocesi ha intrapreso un percorso che ha visto partire numerose iniziative. Dopo un anno di servizio in diocesi l’Arcivescovo ha voluto ricordare il grande numero di comunità incontrate, gli ottimi rapporti costruiti con i sacerdoti, il clima semplice e famigliare che gli si è costruito intorno. Ci sono anche tanti progetti a vantaggio della gente, a partire dai giovani. La chiesa di San Michele ad Arezzo sarà la sede della Pastorale Giovanile della Diocesi. È il luogo «dove il Concilio ha fatto il suo ingresso ad Arezzo» e che «torna ad essere il centro di propulsione per i giovani». Così l'antica chiesa dei camaldolesi sarà la sede della rinata Fuci aretina, guidata dal monaco camaldolese Dom Matteo Ferrari. «Si recuperano le tradizioni e gli spazi della Chiesa locale mettendosi in linea con la questione della sfida educativa sulla quale la Conferenza Episcopale Italiana ha richiamato l’attenzione dei cattolici italiani». Per vincere questa sfida, va ripreso «un dialogo forte con i giovani», che sia «segnale del coraggio e della fede che Gesù è vivo in mezzo a noi». L'arcivescovo ha richiamato il progetto degli oratori che la Diocesi sta realizzando. Una rete di persone, di saperi e di luoghi adatti all’incontro con la nuova generazione, dove ci si possa incontrare, divertire e formare, dove «avvenga il passaggio del testimone fra generazioni… saranno 52 gli oratori aperti di qui ai prossimi 10 anni», ha specificato Fontana, e si parte subito dal recupero della zona limitrofa alla parrocchia di San Domenico, «un luogo che ha visto crescere generazioni e generazioni». I prossimi passi saranno nelle parrocchie limitrofe al centro cittadino, dove già esistono eccellenti strutture quali Olmo e Pescaiola. L'apertura di questi oratori è accompagnata e sostenuta da un corso di formazione attivato appositamente presso l'Istituto superiore di scienze religiose Beato Gregorio X di Arezzo (Issr), che sta formando i formatori, «poiché ragionare sulla formazione dei ragazzi è una cosa seria che non può essere improvvisata».
In ogni operazione, l'arcivescovo Riccardo Fontana, ha voluto sottolineare l'importanza della riscoperta di alcune delle tradizioni della Chiesa locale, come avvenuto ieri sera con i tanti giovani nella chiesetta di San Lorentino e Pergentino, antichi giovani e martiri aretini. L’Arcivescovo ha terminato dicendo: «La notte di Natale sarò in Duomo per la Messa di Mezzanotte (che inizierà alle 23.30). Il giorno di Natale alle 10.30 celebrerò ancora la Messa in Duomo. La sera di Natale sarò a Sansepolcro. Il 26 da Pieve Santo Stefano saliamo alla Verna con un centinaio di ragazzi per due giorni di ritiro». «Tutti ricorderò nella preghiera a tutti invoco la Benedizione del Signore davanti al Presepio

venerdì 24 dicembre 2010