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venerdì 31 luglio 2015
Unione Comuni Casentino chiusa, 11 dipendenti licenziati.
Questa
mattina tutti i dipendenti dell’Unione dei Comuni del Casentino hanno
trovato le porte dell’ente (ex sede della Comunità Montana) chiuse,
incatenate, quando si sono recati in ufficio per lavorare. Subito dopo è
stata consegnata una lettera di licenziamento a 9 di loro firmata dal
presidente, licenziamenti poi estesi ad altre due figure.
Un fatto grave questo, che sconvolge la ex Comunità montana del
Casentino che ha un’esperienza decennale ed avanzata sulla gestione
associata di delicati servizi come quelli sociali e del Suap. “Sappiamo che la giunta dell’Unione dei Comuni si sta riunendo per
sfiduciare il presidente – ha dichiarato il segretario della Fp Cgil per
gli enti locali Gian Maria Acciai insieme a Andrea Bertelli della Cgil
Casentino – Gli atti sono nulli perché non rispettano le procedure
contrattuali, la legge e la democrazia. Resta l’assoluta gravità di un
gesto che al di là degli aspetti formali colpisce i lavoratori ed ancor
più un ente ed i servizi che ha prodotto e produce e che oggi non
possono essere resi ai cittadini. Da alcuni mesi abbiamo osservato
rapporti politici che si sono degradati e che hanno creato una sorta di
smantellamento quotidiano di questa esperienza e dei servizi gestiti.
Per questo avevamo chiesto un incontro urgente all’Unione dei Comuni, ma
non era arrivata nessuna risposta.
Quella di oggi è un grave provocazione definitiva che a questo punto ci
porta ad intervenire, sia da un punto di vista sindacale che legale e
politico. Chiediamo con forza alla giunta di trovare una soluzione
definitiva a questa situazione surreale e grottesca, da un punto di
vista politico chiediamo ai sindaci di capire il futuro di questa
esperienza che offre servizi indispensabili ai cittadini di quasi tutto
il Casentino.”
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